martedì, luglio 25, 2006
domenica, luglio 09, 2006
lunedì, luglio 03, 2006
mercoledì, giugno 28, 2006
lunedì, giugno 26, 2006
venerdì, marzo 31, 2006
Tunisia
mercoledì, marzo 01, 2006
Gino Pizzo

campanellino retrò alla porta a vetri appannata dal calore del forno rigorosamente elettrico. In sottofondo la televisione 14'' sintonizzata su raiuno, l'unico canale che prende. Il propetario, il cuoco, il cameriere in una sola persona: Gino Pizzo. Maglietta bianco sporco che incornicia una panza da guinness, voce bassa da fumatore incallito e giusto due occhiaie un po' accentuate. Ma il mio sguardo viene catturato da un particolare alquanto insolito. Un particolare poco in linea con le macchie d'olio e l'odore di pesantezza culinaria. Lì, appoggiati con non curanza sul bordo della vetrinetta una scia luccicante di bilglietti da visita dorati fronte e retro. Chi l'avrebbe mai detto. Gino Pizzo la linea sottile tra lo chic e il kitsch. A voi la scelta.
venerdì, febbraio 17, 2006
giovedì, febbraio 16, 2006
lunedì, febbraio 13, 2006
giovedì, febbraio 09, 2006
CONSIGLI PER ACQUISTI INTELLIGENTI
sabato, febbraio 04, 2006
martedì, gennaio 31, 2006
giovedì, gennaio 05, 2006
mercoledì, gennaio 04, 2006
L'Amore Contro

...Quando sale sopra di me è una qualsiasi delle tante che vedo in tv o incontro per strada. "Girati e dimmi che sei la Sacilotto" le chiedo sforzandomi di pensare alla proprietaria del salone di parrucchiere sotto casa mia. Oppure: "Girati e dimmi che sei Lory" e vado rapidamente ai fianchi secchi della parcheggiatrice che ogni mattina mi appiccica un biglietto sul parabrezza senza sganciarmi mai un buongiorno. Non importa chi è; basta che non sia Ester. Per questo è necessario che mi volti le spalle. Io mi concentro su quei due tre buchetti di cellulite che compaiono sulle natiche a ogni compressione e scompaiono non appena lei si risolleva dal mio bacino. Li fisso, spostandoli sul culo di un'altra. Il buio e l'esiguità dello spazio facilitano il suo ruolo di controfigura. Ester è lì ma è lontana mille miglia e io posso scaricarmi in tranquillità.
Solo quando si rimette sul sedile a fianco e mi parla, solo allora torna a essere lei. E non ci sono carte da cinquantamila che valgano i restanti tre quarti d'ora...
...Ester è la donna che ha lo spazzolino nel mio stesso bicchiere, nel nostro bagno, è il profilo che mi ascolta fumando sul nostro muretto di casa, è quella che mi asciuga la schiena in piedi sul nostro water: questo è il film che va nella mia testa, proiettato mille volte da quel venerdì mattina. é ovvio che lo vedo solo io, eppure mi piace pensare che durante queste chiacchierate ce lo guardiamo insieme.
(L'amore contro di Mauro Covacich, 2001)
La storia di un amore mai dichiarato tra Ester e Sergio. Lui bulimico e solitario, lei in fuga da un'infanzia violata. Un libro che consiglio a tutti per la fredezza e la durezza del racconto che proprio per questo non cade in mielose morali.
mercoledì, dicembre 28, 2005
Il natale sta finendo

Anche il natale è passato. Le strade della città portano ancora i segni della festa. Come la pila di piatti e bicchieri di plastica lasciati sul tavolo la sera prima; come la collezione di cd fuori posto; come le pareti della stanza impregnate ancora di fumo, risate e parole. C'è ancora nell'aria quell'atmosfera zuccherina natalizia: bontà, auguri cioccolatosi, saluti caramellati anche alla vicina rompipalle che si lamenta sempre della musica troppo alta.
La fine del natale:
Basta con i babbi natale stile Lupin appesi al balcone. Sono stati fonte di numerosi fraintendimenti. Ma insomma al buio quei fantocci a grandezza naturale fanno paura!
Basta con gli alberi di natale high-tech, solo per aprire la scatola bisogna avere una laurea in ingegneria!
Basta con i pranzi "trenta ore per la vita" che, almeno a casa mia, sono sempre stati scenografia di storiche litigate familiari. Come tutti gli anni mi ritrovo seduta di fianco alle mamme e ai bambini isterici che con una violenza quasi da film splatter squarciano ogni tipo di carta da regalo senza guardare in faccia nessuno. Pupille dilatate, guance rosse, mani pronte a distruggere e strappare. Cerco di bere la quantità adeguata di vino per alienarmi dalle solite frasi di circostanza, dalle solite domande dello zio di turno sulla propria vita sentimentale, dai pianti dei bambini, gli stessi nanetti di prima, che hanno scoperto una regola vitale per le prossime feste: senza pile quella maledetta macchinina non funziona!
Basta con questa malinconia, prettamente natalizia, appiccicata alle giacche pesanti, ai maglioni di lana e ai plaid sul divano. Queste vacanze mi sembrano la domenica più lunga di tutto l'anno. Chi come me soffre spesso di stati malinconici depressivi mi capirà. Se va bene me la scrollerò di dosso a metà gennaio.
Basta con tutto questo cibo. Dolci, salatini, primi, secondi e grandi sensi di colpa proporzionati alla lievitazione del sedere.
Basta con i regali poco azzeccati, comprati in 5 minuti. Quelli che bisogna fare per forza, perchè se si è ricevuto bisogna farlo per educazione. Ma allora, lo spirito natalizio? il dare senza ricevere in cambio? vecchia storia, poco marketing oriented.
Basta con questo natale che non è più natale. Si potesse sbucciare come un'arancia, spogliare, eliminare il superfluo e assaporare il succo e l'essenza del natale, una festa qualsiasi.
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